Dal Porto a Chiaia di Luna
Si parte dal Porto turistico per arrivare alla spiaggia di Chiaia di Luna. Il porto è stato edificato sugli antichi resti dell’antico approdo dei romani, che nel 313 vi fondarono una colonia per controllare le comunicazioni marittime tra il Lazio e la Campania. Salendo la rampa, il Palazzo Comunale, edificato nella seconda metà del XVIII secolo, apre la strada a Corso Pisacane. Proseguendo troviamo la cappella di Punta Bianca, costruita dai primi coloni borbonici e mantenuta nella sua forma originaria. Sempre di epoca romana è il tunnel che collega il porto e la spiaggia di Chiaia di Luna. Il passaggio è lungo 168 metri e largo da 2,2 a 6 metri.
Dal Porto a Monte Guardia
Si parte dal Grottone di Pascarella, caratteristico passaggio che si apre tra gli antichi edifici di corso Carlo Pisacane. Una volta attraversato il grottone si arriva in Via Corridoio. Dopo Via Corridoio si apre Via Umberto I, che collega il porto con la Dragonara e gli Scalpellini, quartieri tra i più antichi di Ponza. Dopo corso Umberto I incontriamo le scale di via Scotti di Basso, caratterizzata da mosaici, balconi e archi. Oltre agli Scotti di Basso arriviamo agli Scotti di Alto sito a più di 100 metri dal livello del mare. Qui gran parte delle abitazioni sono state costruite su resti di abitazioni romane. Continuando nel nostro percorso troviamo un bivio segnalato da un cartello il quale indica a destra Via Monte Guardia, viottolo che sale tra le alte mura a secco e gradini arrampicati sulla collina. A destra, sulla cima di Monte Guardia esiste un’antica struttura , una vecchia Lanterna della Marina Militare, oggi non più in uso. Sulla vetta dell’omonimo monte domina l’omonimo Faraglione sul quale si erge uno tra i più importanti fari del Tirreno.
Frontone – Faraglioni di Lucia Rosa
Lo stradello attraversa un canale scomodo ed impervio e conduce alla rinomata spiaggia e al Fortilizio Borbonico. Nel XVI secolo esisteva una torre di guardia costiera in rovina e per garantire la sicurezza della nascente popolazione isolana i Borbone fecero costruire l’attuale Fortino, munendolo, tra l’altro, di tre cannoni e di un fornello per arroventare le palle. Il fuoco incrociato proveniente dal Fortino, dalla Batteria Leopoldo e dalla batteria di Forte Bentik della Ravia (leggi la storia moderna), garantivano una maggiore protezione all’imbocco del Porto di Ponza. Purtroppo il 26 febbraio del 1813, gli Inglesi occuparono Ponza arrivando nel Porto senza essere mai colpiti. In tempi recenti nel 1952 e quindi prima di essere abbandonato, il Forte era divenuto il quartier generale della squadra di subacquei comandata da quel Bruno Vailati che fu a capo della fortunata spedizione nel Mar Rosso.
Un amore impossibile e contrastato fra una contadina ed il suo spasimante povero, all’origine di un suicidio con un volo dalle alture dei Faraglioni. Lucia Rosa sembra si chiamasse la povera ragazza che nell’Ottocento diede il nome a questo incantevole luogo. I fondali poi, fanno da corollario alla soffice sabbia di cui è composta la spiaggia della baia.
Le Forna
La strada provinciale avverte un leggero declivio e attraverso lievi e delicate curve ci accompagna nella frazione di Le Forna. La prima traversa che incontriamo, sulla sinistra, ci conduce a Cala Feola e alle Piscine Naturali, un grazioso angolo di mare racchiuso in un incavo di tufo grigio.
Il Fieno
Dal Belvedere di Chiaia di Luna ha inizio il sentiero che porta al Fieno. E’ posto proprio sul fianco dell’albergo. Tra i siti abitati più antichi dell’Isola, nel pianoro ad anfiteatro dove oggi prosperano rigogliosi vitigni, si aprono numerose grotte, resti di antichi ipogei di una necropoli protocristiana. Qui molte generazioni di contadini custodiscono gli antichi saperi di un vino pregiato. Il rosso del Fieno.